Stadio di San Siro, la mozione per il Consiglio Comunale proposta da Lombardia Sostenibile

IL CONSIGLIO COMUNALE
PRESO ATTO

– che Inter e Milan sono società che gestiscono un monopolio, legato al consolidamento secolare delle tifoserie in città, con una posizione dominante in relazione agli aspetti sportivi del nuovo impianto e qui di del progetto immobiliare complessivo
– che Inter e Milan sono comproprietarie di MI Stadio S.r.l. che si occupa della gestione dello stadio Meazza-S.Siro
– che l’Inter ha come azionista di maggioranza la società privata cinese Suning Holdings Group e l’altro azionista percentualmente importante è il fondo di Hong Kong Lion Rock capital
– che il Milan ha come azionista di maggioranza il fondo d’investimento statunitense Elliott Management Corporation, attraverso la Rossoneri Sport Investment Lux (Lussemburgo)
– che Inter e Milan siano delle Società con connotato essenzialmente economico
– che Inter e Milan non ritengono adeguato lo stadio Meazza-S.Siro agli standard di confort internazionali, all’adeguamento normativo, alla sicurezza delle aree e alla disponibilità delle aree di supporto generatrici di ricavi, quindi alla conseguente valorizzazione finanziaria delle società sportive nel mercato internazionale
– che Inter e Milan hanno scelto di dare vita ad un nuovo progetto, selezionando due possibili soluzioni architettoniche per lo stadio, un progetto che comprende edifici con volumetrie che interessano l’area circostante lo stadio Meazza-S.Siro con funzioni non pertinenti l’attività sportiva e il suo indotto
– che Milano ospiterà l’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali

CONSIDERATO CHE

– sono beni comuni quelli di proprietà pubblica censiti catastalmente come tali, sono anche beni comuni l’edificabilità del territorio comunale per quantità, tipo e qualità in quanto bene scarso in relazione con l’aria, l’acqua e l’ambiente naturale
– lo Stadio Meazza S.Siro è un bene comune
– che l’ONU ritiene che a metà del secolo circa il 70% della popolazione mondiale vivrà in ambiti urbani
– che il territorio metropolitano presenta straordinarie opportunità che si devono accompagnare ad una sostenibilità sociale, ambientale e legale, con gli adeguati poteri amministrativi democratici in relazione con la rete dei suoi comuni

IL CONSIGLIO RITIENE

– significativo l’interesse degli attori finanziari e immobiliari internazionali per la città di Milano e il suo territorio, ma non spetta ai privati, direttamente come fondi o attraverso società sportive o immobiliari, pensare agli esiti di insieme, nello spazio e nel tempo, dei loro singoli interventi
– che la tutela dei beni comuni e la “gestione” degli interessi spettano al Sindaco e alla sua Giunta nell’ambito dei suoi legittimi poteri e comunque sotto la giurisdizione dei Tribunali Amministrativi e della Corte dei Conti
– che il progetto sia in diretta relazione e coerenza con il PGT e con il Piano Strategico della Città Metropolitana
– che le procedure e le azioni messe in atto dal Sindaco e dalla Giunta escludano la possibilità di essere considerati come aiuti di Stato a società private, cosa esplicitamente vietata dalla normativa europea
– che il Sindaco e la sua Giunta devono tutelare gli interessi dei residenti in relazione agli interventi previsti dal progetto per una sostenibilità sociale e ambientale del territorio interessato
– che il Sindaco e la Giunta devono considerare centrale per il progetto l’interesse dei tifosi per l’aspetto relativo alle attività sportive, nonché la multifunzionalità dell’impianto
– che il Consiglio Comunale deve valutare le caratteristiche e il valore delle opere di urbanizzazione, la loro necessità ed efficacia rispetto ai “bisogni” della città e alla comunità dei cittadini residenti nel territorio interessato dal progetto, tenendo anche conto dei relativi oneri di manutenzione
– che il cambiamento imposto dalla globalizzazione alla competizione tra nodi metropolitani, non giustifica l’aggiramento, se non l’accantonamento, degli organi di rappresentanza e degli strumenti per una partecipazione informata al processo deliberativo di tutti i ‘portatori di interessi’ coinvolti
– che tutta la procedura dovrebbe uniformarsi a quanto stabilito:
a) all’articolo 304 del DECRETO LEGGE 27 dicembre 2013, n. 147 che prevede che il Comune la completi portando alla determinazione di interesse pubblico entro 120 giorni dalla presentazione di progetti e decorrono anche altri termini, tutti troppo brevi per valutazioni tanto complesse, determinazioni che tra l’altro mettono in discussione il PGT adesso in approvazione. La lettera d dell’articolo 304 prevede che:“in caso di interventi da realizzare su aree di proprietà pubblica o su impianti pubblici esistenti, il progetto approvato è fatto oggetto di idonea procedura di evidenza pubblica, da concludersi comunque entro novanta giorni dalla sua approvazione. Alla gara è invitato anche il soggetto proponente, che assume la denominazione di promotore. Il bando specifica che il promotore, nell’ipotesi in cui non risulti aggiudicatario, può esercitare il diritto di prelazione entro quindici giorni dall’aggiudicazione definitiva e divenire aggiudicatario se dichiara di assumere la migliore offerta presentata.”
b) all’articolo 305 che recita:“Gli interventi di cui al comma 304, laddove possibile, sono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente a impianti localizzati in aree già edificate.“
– che il Consiglio Comunale deve poter valutare la possibilità di recupero e di ristrutturazione dello stadio Meazza S.Siro, il quale dovrà comunque essere nelle condizioni di ospitare l’apertura delle Olimpiadi Invernali
– che, alla luce delle implicazioni sul territorio circostante, sia nel capoluogo che nella parte di Città Metropolitana interessata, che l’insieme delle funzioni del progetto avrà in relazione al traffico, alla mobilità, al l’ingombro statuto e dinamico dei mezzi di trasporto, all’inquinamento acustico, alla impermeabilizzazione e occupazione del suolo, alla salvaguardia degli altri impianti sportivi esistenti, è necessaria una visione di quella che si vuole che sia la Milano Città Metropolitana. Quindi il Consiglio Metropolitano deve essere istituzionalmente interessato
– che per le implicazioni di un progetto di questa fattispecie occorrono visione, partecipazione e strumenti adatti ad esercitare una quota certa di sovranità da parte dei cittadini, non solo quelli interni alla cinta daziaria
– che il Sindaco e la Giunta devono predisporre procedura e luoghi per una effettiva partecipazione informata dei cittadini
– che in relazione alla espressione delle preferenze dei cittadini sui progetti del l’alternativa precostituita presentata da Inter e Milan sia necessaria trasparenza per sapere con che criterio siano stati scelti gli intervistati, qual è il quesito loro sottoposto, qual è il livello di informazione sul problema di cui dispongano gli intervistati, se vi sono tesi contrapposte, quale spazio sia dato agli oppositori per informarne gli intervistati

IMPEGNA

IL SINDACO E LA GIUNTA A PREDISPORRE ATTI E INIZIATIVE PER LA REALIZZAZIONE DI QUESTE INDICAZIONI CONSILIARI

Le interviste del 20 maggio

Stefano Bocchi

Riccardo Cappellin

Cremonesi e Mantovani

Irene Cristini

Lino Duilio

Edoardo Gandini

Francesco Gnecchi Ruscone

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