Osservazione di carattere generale di Lombardia Sostenibile al PGT del Comune di Milano

Di seguito il testo delle osservazioni di carattere generale al Piano di Governo del Territorio (PGT) inviate al Comune di Milano da Lombardia Sostenibile.

UN DECALOGO PER IL PGT

a cura del Prof. Emilio Battisti

Consideriamo  che  Milano  si  propone  di  essere  una  città  connessa,  metropolitana  e  globale  che  offre opportunità ai suoi abitanti essendo attrattiva, inclusiva, vivibile, resiliente, verde e costituita da 88 quartieri riconoscibili per la propria identità in grado di rigenerarsi.

Immaginare quali potrebbero essere le condizioni, organizzative, necessarie a rendere il PGT in grado di perseguire  i  citati  obiettivi  e  di  promuovere  la  sua  trasformazione  governata  anche  dal  punto  di  vista qualitativo, si evidenziano di seguito alcuni provvedimenti da adottare prima della sua approvazione.

1) Innanzi tutto bisogna essere in grado di operare un monitoraggio permanente della città sia in termini quantitativi che qualitativi. L’inventario degli interventi che era in passato svolto dall’Ordine degli Architetti attraverso “Milano che cambia” deve essere eseguito dal Comune e diventare strumento di documentazione al servizio dei cittadini, degli operatori e dei professionisti. A tal fine il PGT deve necessariamente prevedere la costituzione di una apposita struttura formata da personale qualificato e attrezzature idonee, adeguata rispetto al compito ufficiale che sarà chiamata a svolgere.

2)  E’  necessario  mettere  a  fuoco  metodologie  di  conoscenza  delle  varie  situazioni  urbane  in  grado  di analizzarle e interpretarle nella loro reale complessità, prendendo in esame tutti i fattori che contribuiscono a definirne caratteri e qualità, dotazioni e carenze, potenzialità e crucialità. Per svolgere adeguatamente questo compito  è  opportuno  chiamare  a  collaborare  permanentemente  i  dipartimenti  di  ricerca  delle  università milanesi che sono dotate di competenze di assoluta eccellenza in ambito sociologico, economico, urbanistico, ambientale  e  architettonico  utilizzando  il  PGT  come  terreno  di  sperimentazione  e  coordinamento  delle iniziative di ricerca sul campo, applicate alla città e al territorio.
3) Dato che il PGT individua 88 NIL (Nuclei di Identità Locale), affinché essi non restino lettera morta, è necessario istituire in ciascuno di essi un tavolo di monitoraggio permanente dei bisogni, e delle situazioni di degrado mettendo a collaborare soggetti anche con compiti istituzionali come vigili urbani di quartiere e assistenti  sociali,  assieme  a  rappresentanti  di  associazioni  di  cittadini  insediate  in  zona,  operatori dell’istituzione ai vari livelli, esponenti dei centri sociali e delle comunità di cittadini extracomunitari, integrati da tecnici e professionisti volontari specializzati nelle problematiche ambientali e della sostenibilità in tutti i suoi aspetti, che siano in grado di segnalare le situazioni di criticità e anche intervenire direttamente per far fronte alle situazioni di particolare urgenza. La consistenza e la composizione di ciascun tavolo dovrà dipendere anche dalle dimensioni e dalle condizioni dei vari NIL.

4) Se si vuole effettivamente “governare” lo sviluppo urbano della città, come il PGT presuppone, bisogna prima di tutto conoscerla in termini non solo statici ma dinamici, interpretandone le trasformazioni in ogni punto e in ogni momento, non solo quindi nello spazio ma anche nel tempo, immaginando i possibili scenari entro i quali le trasformazioni avranno luogo e prevedendone gli effetti sia positivi che negativi. Tali analisi dovranno essere svolte non solo per esaminare e prevedere le trasformazioni spaziali, ma anche quelle di carattere sociale, demografico ed etnico-culturale. Il PGT deve conseguentemente prevedere una apposita struttura permanente di analisi delle trasformazioni in atto e di previsione degli scenari possibili, punto per punto della città, che dovrà recepire le indicazioni dei tavoli di cui si propone l’istituzione in ciascun NIL.

5) Per gestire un processo tanto complesso è necessario che il Comune disponga un organico tecnico amministrativo idoneo sia in termini numerici che qualitativi. Bisogna formare una task force in grado di fronteggiare, soprattutto nella fase di avvio del PGT, tutte le nuove incombenze derivanti dalla flessibilità delle regole e dalla sburocratizzazione della loro applicazione. Tale struttura deve essere formata da un numero adeguato di architetti/urbanisti di comprovata esperienza che non operino professionalmente a Milano per evitare conflitti di interesse, ciascuno affiancato da due giovani assistenti uno dei quali urbanista e l’altro architetto paesaggista in grado di esaminare e istruire le pratiche edilizie non solo sotto il profilo del rispetto della normativa ma anche per gli aspetti propriamente qualitativi di tipo ambientale e architettonico.

6) Una applicazione responsabile, dell’istituto della perequazione applicata anche con finalità specificamente qualitative, potrebbe rivelarsi una risorsa per la città invece che una incognita. Ma questo potrà avverarsi soltanto con simulazioni eseguite in via sperimentale per prefigurare i futuri assetti con l’avvio di una sistematica verifica e controllo dei possibili effetti della sua applicazione.

7) Tali simulazioni dovranno consentire di verificare le volumetrie ammissibili caso per caso e gli effetti della conseguente densificazione in rapporto ai requisiti di accessibilità, disponibilità di servizi urbani, compatibilità ambientale e sostenibilità sociale e l’apparato per la loro elaborazione dovrà coordinarsi strettamente con la struttura di monitoraggio delle trasformazioni e di elaborazione degli scenari futuri e con la task force preposta alla concertazione e supportarne permanentemente l’attività.

8.) Le forme di premialità sia fiscale che volumetrica non dovranno applicarsi esclusivamente a migliorie di natura tecnica, quali l’efficienza energetica degli edifici, o di natura sociale, come la percentuale di edilizia economica da realizzare, ma anche ad aspetti qualitativi di carattere urbano e architettonico, secondo i criteri già enunciati nel Manifesto della Commissione del Paesaggio. Per ottenere ciò bisognerà incoraggiare e generalizzare la pratica dei concorsi di architettura anche per gli interventi privati al di sopra di una certa dimensione o localizzati in ambiti di particolare interesse storico monumentale e/o ambientale, chiamando a giudicarli giurie indipendenti, formate anche da architetti stranieri. Il caso della dellUniverstà Bocconi è l’esempio di come ciò sia possibile anche a Milano.

9) Poiché la concertazione diventerà la principale procedura da applicare in occasione di ogni intervento di trasformazione, dal contraddittorio che si dovrà svolgere tra funzionari incaricati della tutela delle istanze pubbliche e soggetti rappresentanti degli interessi privati, si potranno generare quelle forme di iniziativa imprenditoriale  responsabile  che  viene  invocata  ma  che  non  potrà  certo  derivare  esclusivamente  dalle dinamiche e dalle cosiddette leggi del mercato.
10) Ma perché ciò avvenga, bisogna favorire sempre più il dibattito e il dialogo, superando gli steccati tra i differenti ambiti, tra tutti i soggetti interessati: progettisti, promotori immobiliari, costruttori, tecnici e dirigenti dell’amministrazione comunale e delle Soprintendenze mettendo a confronto i rispettivi interessi e competenze per  far  crescere  una  classe  più  consapevole  delle  proprie  responsabilità  ma  anche  più  disponibile  e confrontarsi per pervenire a scelte trasparenti, partecipate e condivise.

Non potendo vantare una particolare competenza urbanistica di tipo tecnico, ho evitato di cimentarmi con le questioni degli indici, dei numeri, delle quantità e degli aspetti specificamente procedurali. Ciò che mi sta più a cuore è la qualità degli interventi e degli effetti che potranno provocare in termini spaziali sia puntualmente che localmente e alla scala generale della città e del territorio. Sono convinto che l’elaborazione di un’idea di città partecipata e condivisa che possa costituire la base del PGT si potrà ottenere rimettendo in funzione l’Officina x la Città che ha visto, in occasione della campagna elettorale che ha portato alla vittoria di Pisapia, il coinvolgimento di centinaia di cittadini, tecnici e professionisti ma che sembra sia stata successivamente accantonata.

 

 

 

 

 

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